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Alfabetizzazione politica, senza slogan
Le etichette destra e sinistra sono nate da come si sedevano i deputati all'Assemblea Nazionale francese del 1789. Allora descrivevano un disaccordo reale, e qualcosa di reale lo descrivono ancora — ma da sole non riescono più a distinguere una socialdemocrazia nordica da uno stato a partito unico, o un liberale di mercato da un tradizionalista autoritario.
PolitiCompass misura due assi invece di uno: dove ti collochi sull'organizzazione economica e dove ti collochi sull'autorità dello Stato. Il secondo asse non è stato inventato per comodità: è emerso dall'analisi fattoriale negli anni Cinquanta, come il numero minimo di dimensioni capace di spiegare come si raggruppano davvero gli atteggiamenti politici.
Questo sito è indipendente, non riceve finanziamenti da partiti e pubblica il proprio metodo di calcolo invece di chiederti di fidarti del risultato. Ogni voce dell'enciclopedia presenta l'argomento più forte a favore di una tradizione accanto alle obiezioni più forti che le sono state rivolte.
Il modello politico multi-asse
La bussola politica è un modello multi-asse utilizzato per etichettare e organizzare le ideologie politiche con maggiore precisione rispetto al tradizionale spettro lineare. Separando le questioni economiche da quelle sociali, rivela la vera complessità del pensiero politico.
Sinistra Autoritaria (Gli Statisti)
Questo quadrante rappresenta le ideologie che favoriscono il controllo statale sull'economia pur mantenendo un forte ordine sociale. Storicamente associata a varie forme di marxismo-leninismo e socialismo di stato centralizzato, questa posizione sostiene la proprietà collettiva dei mezzi di produzione e la pianificazione centralizzata per garantire la totale uguaglianza sociale. In questo quadro, il ruolo dello Stato è quello di eliminare le distinzioni di classe e gestire le risorse per il bene comune percepito, richiedendo spesso elevati livelli di conformità sociale e centralizzazione politica.
Destra Autoritaria (I Tradizionalisti)
Le ideologie in questo quadrante sostengono un'economia di libero mercato o di mercato sociale, ma favoriscono anche una forte autorità statale e la conservazione dei valori sociali tradizionali. Questa posizione enfatizza spesso l'identità nazionale, la stabilità sociale e il mantenimento delle gerarchie culturali stabilite. È frequentemente associata al conservatorismo moderno, al nazionalismo e a certe forme di tradizionalismo religioso. Pur sostenendo il diritto alla proprietà privata e al capitale, questo quadrante sostiene che un forte Stato sia necessario per preservare il tessuto morale e la sicurezza della nazione.
Sinistra Libertaria (Gli Antiautoritari)
Questa posizione sostiene sia l'uguaglianza economica che il più alto livello possibile di libertà personale. Rifiuta sia il controllo statale che la gerarchia aziendale, favorendo forme di organizzazione sociale decentralizzate, volontarie e non gerarchiche. Ideologie come l'anarchismo sociale, il socialismo libertario e l'anarco-sindacalismo rientrano in questa categoria. L'obiettivo è una società in cui gli individui cooperano liberamente nella proprietà comune delle risorse, senza la necessità di un apparato statale coercitivo o delle dinamiche di potere diseguali del capitalismo.
Destra Libertaria (I Volontaristi)
La Destra Libertaria favorisce un'economia di mercato completamente libera con un intervento statale minimo o nullo sia nella vita economica che in quella sociale. Priorità assoluta ai diritti di proprietà individuale, all'autonomia personale e al principio di non aggressione. Questo quadrante è la casa intellettuale del liberalismo classico, dell'anarco-capitalismo e del minarchismo. La convinzione centrale è che lo scambio volontario e l'iniziativa individuale siano i modi più efficienti e morali per organizzare la società, e che l'intervento dello Stato sia quasi intrinsecamente una violazione dei diritti naturali.
Enciclopedia delle ideologie politiche
Sedici tradizioni politiche, ciascuna con gli argomenti fondativi, gli impegni essenziali, le obiezioni più solide che le sono state rivolte e la posizione approssimativa sulla bussola a due assi.
- Anarco-capitalismo — La posizione secondo cui ogni servizio oggi fornito dallo Stato, compresi diritto, tribunali e difesa, potrebbe e dovrebbe essere offerto da imprese private in concorrenza su un mercato volontario.
- Conservatorismo — Più una disposizione che un programma: tratta le istituzioni ereditate come conoscenza pratica accumulata e considera i progetti astratti di ricostruzione sociale come probabili distruttori di più di quanto creino.
- Democrazia Cristiana — Una tradizione centrista che applica la dottrina sociale cattolica e protestante alle politiche pubbliche, accettando l'economia di mercato ma pretendendo che sia delimitata da obblighi verso la famiglia, la comunità e i più fragili.
- Distributismo — La tesi secondo cui la proprietà produttiva — terra, attrezzi, botteghe, imprese — dovrebbe essere posseduta il più diffusamente possibile dalle famiglie comuni, invece che concentrata nelle grandi società o nello Stato.
- Liberalismo classico — La dottrina illuminista secondo cui il governo legittimo poggia sul consenso, è limitato alla protezione di vita, libertà e proprietà, ed è vincolato da una legge che esso stesso non può scavalcare.
- Libertarismo — La posizione secondo cui la libertà individuale è il valore politico primario, lo Stato deve limitarsi a proteggere i diritti, e gran parte di ciò che i governi fanno oggi è insieme ingiusto e controproducente.
- Libertarismo sociale — La posizione secondo cui la libertà autentica richiede sicurezza materiale oltre che assenza di interferenza, e un reddito di base incondizionato è il modo più diretto per garantirla.
- Marxismo-leninismo — La dottrina, sviluppata da Lenin e codificata sotto Stalin, secondo cui il socialismo si realizza con la conquista del potere statale da parte di un partito d'avanguardia disciplinato, che poi dirige centralmente l'economia per conto della classe operaia.
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