Glossario Politico
Padroneggia il linguaggio del potere. Usa il nostro glossario per capire i termini che plasmano il nostro mondo.
- Polarizzazione affettiva
- L'antipatia e la sfiducia verso i membri di uno schieramento avverso, distinta dal disaccordo sulle politiche. Nella maggior parte delle democrazie è cresciuta molto più rapidamente del disaccordo misurato sulle politiche: persone che concordano più di quanto credano possono comunque detestarsi intensamente.
- Anarchismo
- Il rifiuto di ogni gerarchia non volontaria, Stato compreso. Si divide nettamente sull'economia: gli anarchici sociali rifiutano la proprietà privata dei mezzi di produzione, mentre gli anarco-capitalisti la considerano il fondamento di un ordine senza Stato.
- Autoritarismo
- Una posizione politica che favorisce un'autorità centrale forte, un pluralismo politico ristretto e un'autonomia individuale limitata. Sulla bussola a due assi occupa la metà superiore dell'asse verticale ed è compatibile con qualunque posizione economica.
- Approccio delle capacità
- Il quadro teorico di Amartya Sen per valutare il benessere in base a ciò che una persona è effettivamente in grado di fare ed essere, invece che in base al reddito o ai diritti formali. È alla base dell'argomento secondo cui la libertà richiede mezzi materiali, non solo assenza di interferenza.
- Centrismo
- Una posizione vicina al punto medio di uno o di entrambi gli assi. Può riflettere una preferenza ponderata per la moderazione e il cambiamento graduale, oppure semplicemente uno scarso coinvolgimento nelle questioni: le due cose sono indistinguibili in un risultato della bussola.
- Nazionalismo civico
- Una concezione della nazione definita da istituzioni e impegni politici condivisi invece che dalla discendenza o dall'etnia, e quindi in linea di principio aperta a chiunque li accetti.
- Una divisione sociale duratura che organizza la competizione fra partiti: storicamente classe, religione, territorio e contrapposizione città-campagna. Lipset e Rokkan sostennero che i sistemi partitici europei si cristallizzarono attorno alle fratture salienti nel momento in cui arrivò il suffragio universale.
- Collettivismo
- La tesi secondo cui il benessere del gruppo e la decisione collettiva devono prevalere sulla preferenza individuale quando le due entrano in conflitto. Spesso usato genericamente come contrario di individualismo, il che nasconde che quasi tutte le posizioni combinano elementi di entrambi.
- Corporativismo
- L'organizzazione della politica economica attraverso la trattativa fra lo Stato e le associazioni di vertice di imprese e lavoratori. Il corporativismo democratico è alla base della contrattazione salariale nordica; quello autoritario, come nel fascismo italiano, sostituì i sindacati indipendenti con organismi controllati dallo Stato.
- Demercificazione
- La misura, introdotta da Esping-Andersen, di quanto una persona possa mantenere un tenore di vita dignitoso senza vendere il proprio lavoro. È la variabile chiave che distingue fra loro i regimi di welfare.
- Decrescita
- La tesi secondo cui le economie ricche debbano ridurre deliberatamente il consumo di materia ed energia, perché i guadagni di efficienza sono stati storicamente assorbiti da un aumento dei consumi invece di ridurre l'uso totale di risorse.
- Centralismo democratico
- Il principio organizzativo di Lenin: discussione aperta all'interno del partito prima di una decisione, poi unità assoluta nell'eseguirla. I critici obiettarono fin dall'inizio che nella pratica la prima metà si atrofizza e resta la seconda.
- Distributismo
- La posizione secondo cui la proprietà produttiva dovrebbe essere diffusa fra le famiglie comuni invece che concentrata nelle imprese o nello Stato: un rifiuto del capitalismo e del socialismo per le stesse ragioni, non per ragioni opposte.
- Egualitarismo
- Il principio secondo cui le persone hanno pari valore morale e le istituzioni politiche devono rifletterlo. Gli egualitari divergono nettamente su cosa vada equalizzato: esiti, opportunità, risorse, capacità o considerazione sociale.
- Nazionalismo etnico
- Una concezione della nazione definita dalla discendenza, dalla lingua, dalla religione o dalla cultura ereditata, in cui l'appartenenza non può essere acquisita per scelta.
- Flessicurezza
- La combinazione danese di deboli tutele contro il licenziamento, alta sostituzione del reddito durante la disoccupazione e servizi di riqualificazione e ricollocamento fortemente finanziati. Protegge il lavoratore invece del posto di lavoro, e degenera in semplice precarietà se si taglia la spesa lasciando la flessibilità.
- Principio del danno
- Il criterio di John Stuart Mill secondo cui il potere può essere esercitato su un individuo contro la sua volontà soltanto per impedire un danno ad altri. La sua applicazione dipende interamente da cosa conti come danno, cosa che Mill lasciò in gran parte indefinita.
- Egemonia
- Il concetto di Antonio Gramsci per indicare un dominio mantenuto attraverso l'accettazione diffusa di un insieme di idee come senso comune, invece che attraverso la forza. Spiega perché certi assetti persistano senza coercizione visibile.
- Teoria del ferro di cavallo
- La tesi secondo cui l'estrema sinistra e l'estrema destra si somiglierebbero più di quanto ciascuna somigli al centro. Un modello a due assi offre una descrizione più precisa: possono essere vicine sull'asse dell'autorità pur restando alla massima distanza su quello economico, che è un'affermazione diversa.
- Paradosso di Jevons
- L'osservazione, formulata da William Stanley Jevons nel 1865 a proposito del carbone, per cui i miglioramenti nell'efficienza d'uso di una risorsa spesso ne aumentano invece di ridurne il consumo totale, perché l'efficienza abbassa il prezzo effettivo.
- Sinistra
- Nasce dalla disposizione dei seggi nell'Assemblea Nazionale francese del 1789, dove gli oppositori dell'autorità regia sedevano alla sinistra del presidente. Nel corso dell'era industriale è arrivata a indicare il sostegno alla redistribuzione, alla fornitura collettiva e agli interessi del lavoro.
- Liberalismo
- Una tradizione organizzata attorno alla limitazione del potere sugli individui e all'obbligo per l'autorità di giustificarsi. Le sue varianti classica e sociale condividono questo metodo e divergono sull'economia, motivo per cui il liberalismo occupa l'intero asse orizzontale della bussola.
- Libertarismo
- Nel senso della bussola, la metà inferiore dell'asse verticale: una preferenza per l'autonomia individuale e contro l'autorità statale. Nel senso politico corrente, soprattutto negli Stati Uniti, indica una specifica tradizione libertaria di destra che unisce quella preferenza all'economia di libero mercato.
- Meritocrazia
- L'assegnazione delle posizioni in base a talento e impegno invece che alla nascita. Il termine fu coniato da Michael Young nel 1958 come satira, per descrivere una società la cui gerarchia sarebbe stata più crudele proprio perché meritata.
- Minarchismo
- La posizione secondo cui lo Stato è legittimo ma deve limitarsi a tribunali, polizia e difesa: lo Stato guardiano notturno.
- Libertà negativa
- La libertà intesa come assenza di interferenza da parte di altri. È il termine di Isaiah Berlin, ed è il senso di libertà su cui poggia la maggior parte dell'argomentazione liberale classica e libertaria.
- Diagramma di Nolan
- Il diagramma pubblicato da David Nolan nel 1971, che riporta la libertà economica e la libertà personale su un quadrato ruotato di quarantacinque gradi, concepito per dare al libertarismo una collocazione che una singola linea destra-sinistra non poteva rappresentare.
- Ordoliberalismo
- La posizione tedesca secondo cui i mercati concorrenziali non nascono spontaneamente ma devono essere costruiti e difesi da uno Stato forte che fissa le regole senza dirigere gli esiti.
- Populismo
- Un'ideologia a nucleo sottile che divide la società fra un popolo puro e un'élite corrotta, e sostiene che la politica debba esprimere la volontà generale. Proprio perché ha un nucleo sottile si aggancia a ideologie ospiti di destra o di sinistra, e non ha coordinate proprie sulla bussola.
- Libertà positiva
- La libertà intesa come capacità effettiva di dirigere la propria vita, che può richiedere risorse, istruzione e salute oltre alla non interferenza. Berlin avvertì che il concetto può essere esteso fino a giustificare la coercizione nel presunto interesse reale di una persona.
- Predistribuzione
- Intervenire su come il reddito di mercato viene generato in origine — tramite istituzioni contrattuali, minimi salariali di settore, rappresentanza dei lavoratori e proprietà diffusa degli asset — invece di correggere la distribuzione a posteriori con tasse e trasferimenti.
- Destra
- Nasce dai sostenitori dell'autorità regia che sedevano alla destra del presidente nell'Assemblea Nazionale francese del 1789. Nel corso dell'era industriale è arrivata a indicare il sostegno alla proprietà privata, all'allocazione di mercato e alla gerarchia sociale consolidata.
- Stato di diritto
- L'esigenza che il governo agisca tramite regole generali, non retroattive e pubblicamente conoscibili, che vincolano i governanti quanto i governati. Diverso dal governo per mezzo della legge, in cui la legge è uno strumento del governante invece che un limite.
- Il dispositivo, usato da Hobbes, Locke, Rousseau e Rawls, di giustificare l'autorità politica in base a ciò che persone razionali accetterebbero. Le varie versioni divergono enormemente su cosa sarebbe accettato e a quali condizioni.
- Allineamento identitario
- Il processo per cui identità prima trasversali — religione, territorio, occupazione, istruzione, consumi — arrivano ad allinearsi con il partito. Aumenta l'ostilità fra i gruppi senza necessariamente aumentare il disaccordo sulle politiche.
- Sussidiarietà
- Il principio secondo cui le decisioni vanno prese al livello più basso in grado di prenderle, con gli organismi superiori che sostengono quelli inferiori invece di assorbirli. Nato nella dottrina sociale cattolica e oggi iscritto nei trattati dell'Unione Europea.
- Sindacalismo
- La dottrina secondo cui i lavoratori devono prendere il controllo della produzione direttamente attraverso i propri sindacati federati, rifiutando sia i partiti parlamentari sia le avanguardie rivoluzionarie come veicoli del cambiamento.
- Tecnocrazia
- Il governo di chi possiede competenza tecnica pertinente invece che dei rappresentanti eletti. Ampiamente accettata in ambiti circoscritti come la banca centrale e la regolazione dei farmaci, e contestata ovunque le decisioni comportino scelte di valore che la competenza non può ordinare.
- L'insieme delle istituzioni pubbliche che forniscono sicurezza del reddito, sanità, istruzione e servizi sociali. Esping-Andersen distingue i regimi liberale, conservatore-corporativo e socialdemocratico in base al grado di demercificazione.