Libertarismo sociale
La posizione secondo cui la libertà autentica richiede sicurezza materiale oltre che assenza di interferenza, e un reddito di base incondizionato è il modo più diretto per garantirla.
Posizione sulla bussola: lib-left (-4.0, -7.5) · 1970s – present
Pensatori principali
- Philippe Van Parijs
- Amartya Sen
- Karl Widerquist
Origini
Una sintesi di fine Novecento che attinge a Real Freedom for All di Philippe Van Parijs (1995) e all'approccio delle capacità di Amartya Sen, con radici più antiche nella Giustizia agraria di Thomas Paine (1797).
La libertà reale
La mossa fondativa è rifiutare l'equazione fra libertà e non interferenza. Van Parijs sostiene che una persona è realmente libera solo se ha il diritto di fare ciò che potrebbe voler fare e i mezzi per farlo. In questa prospettiva, chi non ha risorse non è libero di rifiutare un lavoro sfruttante, quale che sia la sua condizione giuridica formale.
La conclusione è che la libertà vada massimizzata per chi ne ha meno, il che genera un argomento a favore del reddito di base incondizionato più alto che sia sostenibile — incondizionato perché legare condizioni restituisce a un amministratore un potere discrezionale sulla vita di una persona.
Sen e le capacità
L'approccio delle capacità di Amartya Sen arriva a una destinazione simile per un'altra strada. Sen sostiene che né il reddito né i beni primari siano la misura giusta di come stia una persona, perché le persone differiscono nella capacità di convertire risorse in funzionamenti. La domanda corretta è cosa una persona sia effettivamente in grado di fare ed essere.
Questo ha conseguenze pratiche: implica che il denaro da solo non basti, dato che salute, istruzione e mobilità incidono tutte sulla conversione. I libertari sociali si dividono quindi sul fatto che un reddito di base debba sostituire i servizi pubblici o affiancarli, ed è un disaccordo interno reale, non un dettaglio.
Il precedente di Paine
La versione più antica dell'argomento è quella di Thomas Paine nella Giustizia agraria (1797), ed è notevole perché arriva alla redistribuzione a partire da una premessa sui diritti di proprietà, non nonostante essa. Paine sosteneva che la terra allo stato naturale fosse proprietà comune dell'umanità; chi la recintò la migliorò e ha diritto al miglioramento, ma non alla rendita fondiaria sottostante. Un versamento a ogni cittadino è quindi il compenso dovuto per un'eredità comune perduta, non carità.
È questo argomento che consente ai libertari di sinistra e ai libertari sociali di sostenere un reddito incondizionato restando fedeli all'autoproprietà: la redistribuzione riguarda il valore delle risorse naturali, che nessuno ha creato.
Le evidenze
Sperimentazioni di trasferimenti monetari e di reddito di base sono state condotte in Finlandia, Kenya, Canada, Stati Uniti e altrove. I risultati costanti sono miglioramenti della salute mentale, della sicurezza finanziaria e dell'adeguatezza alimentare, con effetti ridotti sull'offerta di lavoro concentrati fra chi presta cure e fra gli studenti, invece di un ritiro generalizzato dal lavoro. Il limite costante è che le sperimentazioni sono temporanee, parziali e su piccola scala, e quindi non possono rispondere alle domande che più contano su uno schema universale permanente: gli effetti di equilibrio generale su salari, prezzi e affitti.
Principi fondamentali
- La libertà richiede mezzi materiali, non semplicemente assenza di interferenza.
- Un reddito di base incondizionato massimizza la libertà reale di chi ne ha meno.
- L'incondizionatezza conta: le condizioni restituiscono potere discrezionale su chi riceve.
- Il valore delle risorse naturali è un'eredità comune dovuta a tutti.
- L'autonomia personale negli stili di vita, nell'espressione e nell'associazione è quasi assoluta.
Critiche ricorrenti
- Un reddito di base a un livello davvero adeguato implica aliquote fiscali forse non sostenibili politicamente o economicamente.
- Può sostituirsi a servizi pubblici che rendono più valore per unità di spesa.
- Parte del beneficio potrebbe essere catturata dai proprietari immobiliari tramite affitti più alti.
- Abbandona l'impegno alla piena occupazione centrale per la socialdemocrazia.
- La base empirica poggia su sperimentazioni temporanee che non possono mostrare effetti di equilibrio generale.
Riferimenti e approfondimenti
- Philippe Van Parijs, Real Freedom for All (1995)
- Amartya Sen, Development as Freedom (1999)