Sindacalismo

La dottrina secondo cui i lavoratori devono assumere direttamente il controllo della produzione tramite i propri sindacati, e il sindacato — non il partito né lo Stato — è il veicolo tanto della lotta quanto dell'amministrazione futura.

Posizione sulla bussola: lib-left (-8.0, -6.5) · 1890s – present

Pensatori principali

  • Georges Sorel
  • Fernand Pelloutier
  • Rudolf Rocker

Origini

Sviluppato in Francia e Spagna dagli anni Novanta dell'Ottocento attraverso la Confédération Générale du Travail e poi la CNT, con Georges Sorel a fornirne la teoria e Rudolf Rocker la formulazione anarco-sindacalista nel 1938.

Contro il partito

L'argomento distintivo del sindacalismo è rivolto agli altri socialisti più che al capitalismo. La tesi è che i partiti parlamentari assorbano inevitabilmente i propri rappresentanti nelle istituzioni che erano stati eletti per trasformare, e che un partito rivoluzionario crei una nuova classe dirigente al posto di quella vecchia.

L'alternativa è l'azione diretta tramite il sindacato: scioperi, sabotaggio, boicottaggi e infine lo sciopero generale, in cui un ritiro coordinato del lavoro nell'intera economia trasferisce il controllo della produzione ai lavoratori che già la fanno funzionare. Non serve alcuna conquista dello Stato, perché in questa prospettiva lo Stato non è il punto di leva.

Il sindacato come struttura futura

La tesi istituzionale caratteristica è che il sindacato non sia soltanto uno strumento di lotta ma l'abbozzo della società futura. Sindacati industriali federati per settore e per territorio coordinerebbero direttamente la produzione, con delegati vincolati da mandato e revocabili in qualsiasi momento invece di rappresentanti che esercitano un giudizio autonomo.

È questo a collocare il sindacalismo nel quadrante libertario di sinistra accanto all'ecologia sociale invece che accanto al marxismo-leninismo. Ne condivide l'analisi economica e ne rifiuta completamente il metodo politico.

Sorel e il mito

Riflessioni sulla violenza di Georges Sorel (1908) è il testo più influente e più problematico della tradizione. Sorel sosteneva che lo sciopero generale funzioni come mito sociale: un'immagine che mobilita l'azione grazie alla propria capacità di ispirare e non all'accuratezza della previsione, e il cui valore è quindi indipendente dal fatto che si realizzi mai.

L'argomento si rivelò pericolosamente trasferibile. L'accento di Sorel su mito, volontà e violenza rivoluzionaria fu poi ripreso da figure dell'estrema destra, ed elementi del pensiero organizzativo sindacalista furono assorbiti nel corporativismo fascista italiano in una forma che i suoi ideatori non avrebbero riconosciuto. Anche per questo la tradizione viene trattata con cautela.

La prova spagnola

Il più ampio esperimento pratico si svolse in Catalogna e in Aragona fra il 1936 e il 1939, dove i lavoratori aderenti alla CNT collettivizzarono fabbriche, trasporti e vaste aree agricole durante la guerra civile. I resoconti sulla produttività variano e sono fortemente condizionati dalla politica di chi osserva, ma il coordinamento fra imprese e l'allocazione degli investimenti furono difficoltà ricorrenti, e l'esperimento finì per sconfitta militare e non per collasso interno: il che lascia la sua praticabilità genuinamente irrisolta.

Principi fondamentali

  • Il sindacato, non il partito, è il veicolo della trasformazione.
  • L'azione diretta è preferibile alla rappresentanza parlamentare.
  • Lo sciopero generale è lo strumento rivoluzionario decisivo.
  • Sindacati industriali federati devono amministrare la produzione dopo il trasferimento.
  • I delegati sono vincolati da mandato e revocabili in ogni momento, non rappresentanti autonomi.

Critiche ricorrenti

  • Nessuno sciopero generale ha mai trasferito il controllo di un'economia, nonostante molti tentativi.
  • Il coordinamento federato fra sindacati non ha un meccanismo chiaro per allocare gli investimenti fra i settori.
  • La teoria del mito e della violenza di Sorel si è rivelata trasferibile a movimenti dell'estrema destra.
  • La densità sindacale nelle economie dei servizi e delle piattaforme è troppo bassa perché la strategia funzioni.
  • La dottrina dice poco sugli interessi di chi resta fuori dalla forza lavoro.

Riferimenti e approfondimenti

  • Rudolf Rocker, Anarcho-Syndicalism (1938)
  • Georges Sorel, Reflections on Violence (1908)